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Chatbot WhatsApp per agenzie immobiliari: richieste sugli annunci e appuntamenti per le visite

Come un'agenzia immobiliare può usare un assistente su WhatsApp per rispondere alle richieste sugli annunci, qualificare i contatti e fissare le visite.

Un’agenzia immobiliare riceve messaggi tutto il giorno e a tutte le ore, sempre per cose simili: “è ancora disponibile?”, “posso vederlo sabato?”, “quanto sono le spese di condominio?”. Chi risponde per primo spesso vince il contatto. Chi risponde la sera dopo, a volte, scopre che il cliente ha già visto un altro appartamento.

Un assistente su WhatsApp non vende case. Prende i messaggi come arrivano, risponde a quello che ha in mano e passa all’agente una richiesta già ordinata. Gli esempi di conversazione qui sotto sono costruiti per far vedere il flusso, non sono casi reali.

Tre tipi di richiesta, tre risposte diverse

Richiesta su un annuncio. “Salve, è ancora disponibile l’appartamento in via…?” È la più frequente. L’assistente può rispondere solo se legge uno stato aggiornato dell’immobile; altrimenti dice che verifica e fa partire una notifica all’agente.

Chi vuole vendere o affittare. È il contatto che vale di più, e va trattato come tale. L’assistente raccoglie tipo di immobile, zona, metratura indicativa e se è già in vendita altrove, poi lo segnala come richiesta di valutazione. La valutazione la fa l’agente.

Chi cerca una casa. Conviene chiedere in poche domande: zona, tipo, budget indicativo, tempi, se serve un mutuo. Non per fare un interrogatorio: per capire se hai qualcosa da proporgli e come ricontattarlo.

Esempio: richiesta su un annuncio

Cliente: Buonasera, è ancora disponibile il trilocale in zona Ponte San Giovanni? Assistente: Buonasera, sono l’assistente automatico dell’agenzia. Controllo con l’agente e le faccio sapere. Intanto mi dice se cerca per acquisto o affitto, e se vuole vederlo questa settimana? Cliente: Acquisto, sì sabato mattina se possibile. Assistente: Perfetto. Ho segnalato la richiesta a Laura per sabato mattina. Mi lascia un nome e un numero a cui può confermare? Cliente: Giulia, 3xx xxx xxxx. Assistente: Grazie Giulia, Laura le scrive per confermare la visita. Se preferisce parlare subito con una persona, scriva “operatore”.

Il messaggio che l’agente trova ha già tutto: immobile, tipo di richiesta, giorno desiderato, nome e recapito.

Cosa deve fare l’agente, non l’assistente

  • Valutare un immobile o dare un prezzo di vendita.
  • Rispondere a domande legali o fiscali (successioni, imposte, caparre).
  • Confermare una visita se non è collegato a un calendario condiviso.
  • Trattare una trattativa: lì serve una persona, con la sua parola.

Se il bot sa fermarsi quando serve, fa risparmiare tempo. Se invece prova a rispondere su tutto, è l’ultima cosa che vuoi sul nome dell’agenzia.

Dove finiscono le richieste

Il passaggio che fa risparmiare davvero tempo è il dopo. Ogni conversazione dovrebbe diventare una scheda con:

  • contatto e canale di arrivo;
  • immobile o tipo di ricerca;
  • stato (nuovo, da richiamare, visita fissata, perso);
  • note e prossima azione.

Se usi già un gestionale, la scheda si crea lì. Se oggi lavori con fogli e messaggi, un gestionale per agenzia immobiliare aiuta a non perdere i contatti per strada, e un CRM semplice fa lo stesso lavoro per chi gestisce soprattutto richieste e follow-up.

Quanto costa e da dove si parte

L’assistente WhatsApp che configuro parte da 990 € di configurazione, anche in 3 rate da 330 €, più 129 € al mese; WhatsApp e AI si pagano a consumo, al costo. Per un’agenzia piccola si parte da quello che serve davvero: risposte sugli annunci, raccolta dati e notifica all’agente. Il collegamento a portali, calendario e gestionale si aggiunge dopo, quando hai visto che il flusso regge.

Le regole da non saltare sono due: dire subito che risponde un assistente automatico (lo trovi spiegato nell’articolo sull’AI Act per le PMI) e raccogliere il consenso al ricontatto.

Se vuoi capire come sarebbe per la tua agenzia, scrivimi su WhatsApp.

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