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Come indicizzare un sito su Google: guida pratica con Search Console (e cosa fare se una pagina non entra)

Come indicizzare un sito su Google con Search Console: verifica, sitemap, richiesta di indicizzazione e cosa significano 'scansionata ma non indicizzata' e 'rilevata ma non indicizzata'.

Risposta diretta: per indicizzare un sito su Google servono quattro passaggi. Verificare il sito in Google Search Console, inviare la sitemap, controllare che nessuna impostazione blocchi le pagine (noindex, robots.txt, canonical sbagliati) e chiedere l’indicizzazione delle pagine più importanti dal Controllo URL. Poi serve pazienza: Google decide quando e se inserire ogni pagina nell’indice, e lo fa più volentieri con pagine utili, diverse tra loro e collegate bene dal resto del sito.

Sono Andrea Baglioni, mi occupo di SEO e siti web a Perugia e in tutta Italia. In questa guida trovi la procedura che uso sui siti dei clienti e sul mio, con il significato degli stati che Search Console mostra quando una pagina non entra nell’indice.

Scansione, indicizzazione, posizionamento: tre cose diverse

  • Scansione: Googlebot visita la pagina e ne legge il contenuto.
  • Indicizzazione: Google decide di inserire la pagina nel suo indice, cioè nell’archivio da cui pesca i risultati.
  • Posizionamento: quando qualcuno cerca, Google sceglie quali pagine indicizzate mostrare e in che ordine.

Una pagina può essere scansionata e non indicizzata, oppure indicizzata ma in posizione 80. Sono problemi diversi con soluzioni diverse: questa guida riguarda i primi due passaggi.

Passo 1: verifica il sito in Google Search Console

Google Search Console è lo strumento gratuito di Google che mostra come il motore di ricerca vede il tuo sito. Senza Search Console stai indovinando.

  1. Vai su search.google.com/search-console e accedi con un account Google aziendale, non personale di un collaboratore.
  2. Scegli il tipo di proprietà:
    • Dominio (consigliata): copre tutte le versioni del sito, con e senza www, http e https. Si verifica aggiungendo un record TXT nel DNS del dominio, dal pannello del provider dove l’hai registrato.
    • Prefisso URL: copre solo l’indirizzo esatto che inserisci. Si verifica con un file HTML, un meta tag, Google Analytics o Google Tag Manager.
  3. Aspetta la verifica. Il record DNS può richiedere da pochi minuti ad alcune ore.

Se il sito l’ha fatto un’agenzia, chiedi di essere proprietario della proprietà in Search Console, non solo utente: i dati del tuo sito devono restare tuoi anche se cambi fornitore.

Passo 2: invia la sitemap

La sitemap è un file che elenca le pagine del sito da far conoscere a Google. Quasi tutti i CMS la generano da soli: su WordPress con i plugin SEO più diffusi, su Shopify e sui siti costruiti con framework moderni in automatico. Di solito si trova a indirizzi come /sitemap.xml o /sitemap-index.xml.

In Search Console apri Sitemap, incolla l’indirizzo e premi Invia. Lo stato deve diventare “Riuscita” e il numero di pagine rilevate deve somigliare al numero di pagine reali del sito.

Controlla anche cosa c’è dentro: la sitemap deve contenere solo pagine che vuoi vedere su Google. Pagine di ringraziamento, tag, archivi vuoti, versioni di prova non devono esserci.

Passo 3: togli i blocchi più comuni

Prima di chiedere a Google di indicizzare, verifica di non avergli detto di non farlo. Sono gli errori che trovo più spesso:

Blocco Dove si nasconde Come verificarlo
noindex impostazione “Scoraggia i motori di ricerca” di WordPress lasciata attiva dopo la messa online; meta tag nel tema Controllo URL in Search Console: “Indicizzazione consentita?”
robots.txt una riga Disallow: / rimasta dal sito di prova apri tuodominio.it/robots.txt
canonical sbagliato tutte le pagine che dichiarano come originale la home, o il vecchio dominio codice sorgente: <link rel="canonical">
redirect a catena vecchio sito che rimanda a una pagina che rimanda a un’altra Controllo URL o un qualsiasi controllo dei redirect
pagina che risponde 404 o errore server link interni rotti, hosting lento rapporto Pagine, voce “Non trovata (404)” o errori 5xx
contenuto caricato solo via JavaScript testi e link che compaiono solo dopo l’esecuzione degli script Controllo URL → Visualizza pagina sottoposta a scansione

Nel rapporto Azioni manuali di Search Console verifica anche che non ci siano penalizzazioni: è raro, ma se c’è, nessun altro intervento funziona prima di risolverla.

Passo 4: chiedi l’indicizzazione delle pagine importanti

Nella barra in alto di Search Console incolla l’indirizzo di una pagina: è il Controllo URL. Se la pagina non è su Google, premi Richiedi indicizzazione. Google fa un test dal vivo e, se la pagina è indicizzabile, la mette in una coda prioritaria.

Tre regole:

  • usalo per le pagine nuove e per quelle modificate in modo sostanziale, non per tutto il sito: c’è un limite giornaliero di richieste;
  • ripetere la richiesta per la stessa pagina non la fa salire nella coda;
  • la richiesta non garantisce l’indicizzazione: se Google ritiene la pagina poco utile, la scansiona e la lascia fuori.

Leggere il rapporto Pagine: cosa significano gli stati

Il rapporto Pagine divide gli URL in indicizzati e non indicizzati, con il motivo. Non tutti i motivi sono problemi.

Stato Cosa significa Cosa fare
Pagina con reindirizzamento l’URL rimanda a un altro niente, se il redirect è voluto
Esclusa in base al tag “noindex” hai chiesto tu di escluderla verifica che sia voluto
Pagina alternativa con tag canonical appropriato è una variante e il canonical punta all’originale niente
Non trovata (404) la pagina non esiste più se aveva link o visite, redirect 301 alla pagina più vicina; altrimenti va bene così
Duplicata, Google ha scelto una canonica diversa Google considera un’altra pagina l’originale unisci i contenuti o differenziali davvero
Rilevata, ma attualmente non indicizzata Google conosce l’URL ma non l’ha ancora visitato link interni verso la pagina, sitemap pulita, server veloce
Scansionata, ma attualmente non indicizzata Google l’ha letta e per ora non la vuole migliora o unisci il contenuto (vedi sotto)

“Scansionata, ma attualmente non indicizzata”: come uscirne

È lo stato più frustrante, perché non c’è un errore tecnico da correggere: Google ha letto la pagina e ha deciso che per ora non vale un posto nell’indice. Le cause tipiche:

  • troppe pagine simili: dieci articoli sullo stesso tema con titoli diversi, pagine per città con lo stesso testo e il nome del paese cambiato;
  • contenuto generico: testi che dicono quello che dicono già cento altri siti, senza esperienza, dati o esempi propri;
  • pagine isolate: nessun link interno ci arriva, solo la sitemap;
  • sito giovane o con pochi segnali esterni: Google è più selettivo con i domini che non conosce.

Cosa fare, in ordine:

  1. Unisci i doppioni. Se due pagine rispondono alla stessa domanda, tieni la migliore, sposta lì il contenuto utile dell’altra e imposta un redirect 301.
  2. Togli o metti in noindex le pagine senza valore (tag, archivi, articoli fuori tema).
  3. Migliora quelle che contano con esempi concreti, prezzi, casi reali, risposte dirette.
  4. Collegale dal resto del sito: menu, pagine servizio, articoli affini.
  5. Chiedi di nuovo l’indicizzazione solo dopo una modifica sostanziale, e se il rapporto lo permette avvia la convalida della correzione.

Un esempio dal mio sito: a fine settembre 2026 ho ridotto il blog da 107 a 71 articoli, spostando o unendo quelli fuori tema e quelli doppi con redirect 301 verso le pagine giuste. Nelle due settimane successive le pagine indicizzate in Search Console sono passate da 95 a 111. Non è una prova di causa ed effetto, ma è il risultato che ci si aspetta quando si toglie rumore e si rafforzano le pagine utili.

Se il sito non compare nemmeno cercando il nome dell’azienda

Quando una ricerca con il nome esatto dell’azienda non mostra il sito, di solito il problema è uno di questi:

  • il sito è online da pochi giorni e Google non l’ha ancora scoperto: invia la sitemap e chiedi l’indicizzazione della home;
  • c’è un noindex o un blocco nel robots.txt rimasto dalla fase di sviluppo;
  • il dominio è cambiato e il vecchio non rimanda al nuovo con redirect 301;
  • il nome è molto comune e altri siti più conosciuti occupano i primi risultati: in questo caso servono una scheda Google Business Profile completa, link da directory e siti locali, e il nome ripetuto in modo coerente su sito, social e scheda.

Per le attività locali la scheda Google spesso compare prima del sito. Ho scritto una guida su come crearla e ottimizzarla: Google My Business, guida pratica.

E Bing, ChatGPT e gli altri?

Bing ha il suo strumento, Bing Webmaster Tools, dove puoi importare il sito direttamente da Search Console. Bing e altri motori supportano anche IndexNow, un protocollo che avvisa subito quando pubblichi o modifichi una pagina; Google per ora non lo usa. Vale la pena attivarli entrambi: Bing alimenta anche alcune risposte degli assistenti AI. Su come farsi citare dalle intelligenze artificiali ho scritto come apparire su ChatGPT.

Checklist finale

  • Proprietà di tipo Dominio verificata in Search Console, con te come proprietario
  • Sitemap inviata, stato “Riuscita”, solo pagine utili dentro
  • Nessun noindex o Disallow lasciato dallo sviluppo
  • Canonical corretti, nessuna catena di redirect
  • Pagine importanti collegate da menu e pagine servizio
  • Indicizzazione richiesta per home e pagine principali
  • Doppioni uniti con redirect 301, pagine senza valore rimosse o in noindex
  • Bing Webmaster Tools collegato
  • Controllo del rapporto Pagine una volta al mese

Quando chiedere aiuto

Se dopo questi passaggi le pagine importanti restano fuori dall’indice, o il rapporto Pagine mostra centinaia di URL che non riconosci, il problema è strutturale: doppioni generati dal CMS, vecchie pagine di un sito precedente, filtri dell’e-commerce, contenuti duplicati. È il lavoro che faccio nella consulenza SEO, a Perugia e da remoto: analisi di Search Console, pulizia dei doppioni, redirect, contenuti e SEO locale. La SEO continuativa parte da 390 € al mese; quanto costano le varie formule lo spiego in quanto costa una consulenza SEO.

Se vuoi, mandami l’indirizzo del sito dai contatti o su WhatsApp: in una call gratuita di 20 minuti guardiamo insieme il rapporto Pagine e ti dico da dove partire.

Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole perché Google indicizzi un sito?

Da qualche giorno a qualche settimana per un sito nuovo, a volte di più. Google non garantisce né i tempi né l’indicizzazione stessa. Accelerano il processo una sitemap inviata in Search Console, link interni verso le pagine nuove, qualche link da altri siti e la richiesta di indicizzazione dal Controllo URL per le pagine più importanti.

Come faccio a sapere se il mio sito è indicizzato?

Il modo affidabile è Google Search Console: il rapporto Pagine mostra quante pagine sono indicizzate e perché le altre no, e il Controllo URL dice lo stato di una singola pagina. La ricerca site:tuodominio.it su Google dà solo un’indicazione approssimativa e può mostrare numeri diversi.

Che differenza c’è tra “rilevata” e “scansionata” ma non indicizzata?

Rilevata, ma attualmente non indicizzata significa che Google conosce l’URL ma non l’ha ancora visitato, di solito perché ha rimandato la scansione. Scansionata, ma attualmente non indicizzata significa che l’ha visitato e ha deciso di non inserirlo nell’indice per ora, spesso perché la pagina è troppo simile ad altre o non aggiunge abbastanza valore.

Richiedere l’indicizzazione più volte la accelera?

No. Una richiesta mette l’URL in una coda prioritaria; ripeterla per la stessa pagina non cambia la posizione nella coda. Ha senso richiederla dopo aver pubblicato una pagina nuova o modificato in modo importante una pagina esistente, non ogni giorno.

Indicizzato vuol dire che il sito comparirà in prima pagina?

No. Indicizzato significa solo che la pagina può comparire nei risultati. La posizione dipende da quanto risponde bene alla ricerca, dalla qualità del sito, dai link che riceve e, per le attività locali, dalla scheda Google Business Profile e dalle recensioni.

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